FRAMMENTI
I materiali, proprio perché sono il corpo delle cose, non sono separabili da esse, e sono anzi il corpo o la “carne” del mondo e delle società.
Volgere lo sguardo al materiale implica allora la sua valorizzazione in sé in quanto corpo o “carne” delle cose e di esse costitutivo.
I materiali sono veicolo di socializzazione, luogo della costruzione delle strutture sociali, motivo di infinite narrazioni.
Leggere i materiali’ con l’antropologia, con la semiotica
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RIDURRE LA DISTANZA SOCIALE
Le attività proposte sono rivolte sia agli utenti che ai volontari e lavoratori della Caritas. La scelta di aprire la proposta ad ospiti, volontari e lavoratori, è fondamentale per non creare un ulteriore momento di categorizzazione. Durante questo laboratorio a tutti, si crea così un momento di aggregazione dove è possibile una riduzione della “distanza” tra ospiti, volontari e dipendenti Caritas, dare la possibilità di creare un vero e proprio scambio alla pari, un abbattimento delle barriere sociali che dividono e portano ai margini della società gli ospiti.
Lavorare insieme è l’unico momento in cui non ci sono ruoli, non esiste distinzione e l’opera condivisa finale sarà segno di una possibile unione e collaborazione fra persone socialmente distanti.

QUANDO E COME NASCE FRAMMENTI
Frammenti nasce in un periodo storico molto delicato, caratterizzato dalla pandemia da Covid-19. Ci troviamo a Piacenza, all'interno degli spazi aperti della Caritas Diocesana in via Giordani. Più precisamente siamo all'ingresso del cortile del centro Samaritano, dove da mesi ormai si radunano le persone in attesa della distribuzione del pasto take-away organizzato in sostituzione della mensa della Fraternità.
Questo progetto Inizia ad agosto e si conclude con il mese di settembre, si sviluppa durante il tempo che precede la distribuzione dei pasti, un tempo annoiato, vuoto.
Dare un senso all'attesa, alla (loro) attesa: è da quest'idea che si sviluppa il progetto di terapeutica artistica.

FAR EMERGERE IL POTENZIALE CREATIVO
Attraverso l’utilizzo dell’arte, qui scelto come mezzo privilegiato, sarà possibile avere un’esperienza creativa, al fine di andare a toccare e stimolare il tema del “lasciare un segno” e dell’importanza del singolo.
L’arte viene utilizzata come strumento per far emergere aspetti della persona, valorizzando le capacità e accompagnandola nel processo creativo che vede nascere un’opera nella quale è possibile riconoscersi, quindi conoscersi.
È dal fare pratico che la persona acquisisce maggior conoscenza della propria identità ed ha la possibilità di raggiungere la sua interiorità, che difficilmente emerge durante la vita quotidiana.
AGGREGAZIONE ED INCLUSIONE
È un progetto di inclusione in quanto chiunque voglia può avvicinarsi e partecipare, con le proprie capacità e portare una parte di sé all’interno del progetto, si mira ad offrire un’alternativa alla marginalità e alla vita di strada. Ritrovarsi cinque giorni fissi a settimana nello stesso luogo anche per un breve periodo come un mese, crea un’occasione di aggregazione e socializzazione continuo e diverso dal solito.
Le persone, libere di partecipare, avranno l’opportunità di creare stando insieme senza la necessità di “saper fare arte”.


ESPOSIZIONE ALLA COMUNITA' CITTADINA
Uno degli obiettivi finali è anche quello di trovare momenti di esposizione al pubblico: piccole mostre visibili alla cittadinanza, rendendo i partecipanti protagonisti della cultura cittadina in cui vivono, attraverso le opere d’arte realizzate durante il percorso.
L’obiettivo successivo è di fare in modo che queste stesse opere possano abbellire gli spazi del centro di ascolto della Caritas, diventando anche una testimonianza stabile di creatività e arte.
Il risultato finale infatti, sarà un’opera condivisa, creata cioè dall’unione del contributo di ciascuno, ottenuta grazie alla partecipazione attiva di chi ha voluto e saputo mettersi in gioco.



















